Paradigmi Gnoseologici è finalmente pronto. Quando ho iniziato a registrarlo, l’autunno scorso, non avevo idea di quanto la musica registrata sarebbe stata simile alla musica che viveva nella mia mente. Non avevo neanche idea di quanto tempo sarebbe stato necessario per creare un sound e una qualità che mi soddisfacesse. Alla fine c’è voluto il tempo di una gravidanza, e il risultato è sicuramente una buona approssimazione dei concetti che avevo in testa. In certi casi, la realtà ha superato le mie ambizioni iniziali, anche grazie a chi ha lavorato al mio fianco per tutto questo tempo (leggi il mio producer Max Titi), riuscendo a cogliere l’essenza di ciò che volevo esprimere e plasmando la morfosintassi della fisica e della tecnologia per tradurre idee in realtà.
Il titolo dell’album è tratto dallo spettacolo musicale unplugged che ho presentato fino allo scorso anno, Messa a punto di alcuni paradigmi gnoseologici, in cui il filo conduttore era la proposta di un genere musicale che assumesse come punto di partenza il pensiero e la mentalità scientifica, intesi à la Carl Sagan, come fonte di immensa libertà, gioia e soddisfazione cerebrale ed emotiva, contrapposte alle inutili e costrittive complicazioni concettuali del dominante paradigma superstizioso. L’album raccoglie in parte le composizioni che stavano alla base di quello spettacolo, questa volta però ponendo altrettanta enfasi sulla qualità e la forza degli arrangiamenti.
Molti altri sono però i fili conduttori di questo album composito e poliedrico. Innanzitutto c’è dentro tutta la mia passione per le lingue e la linguistica. Quasi ogni canzone dell’album è scritta in una lingua diversa, ciascuna frutto a sua volta di esperienze personali di apprendimento e di confronto culturale. Altre lingue, come la “lingua dei sogni” di Gravità, sono inventate sulla base di studiati criteri linguistici, un po’ come la lingua elfica di Tolkien, anche se non in modo altrettanto elaborato.
C’è poi una tensione per il viaggio che accompagna ogni brano. Ascoltando l’inizio o anche un frammento centrale di un brano come Est, è difficile immaginare come la canzone si concluderà. È un po’ il mio modo di farmi accompagnare in un viaggio della coscienza, in uno stream of consciousness (volendo essere modernisti), che si sa dove comincia ma non si può predire dove andrà a finire, parallelamente alle mie personali esperienze nel mondo, spesso dirette ad… est. A volte le canzoni risultano un po’ meno fruibili di quanto lo possa essere un brano che segue le strutture classiche della composizione pop, ma sono anche convinto che chi ha una certa affinità con il mio modo di percepire l’arte e la musica, e abbia la pazienza di ascoltare dall'inizio alla fine le composizioni, si sentirà molto più gratificato, per lo stimolo intellettuale che si accompagna a quello emotivo della melodia. Paradigmi Gnoseologici è un album da vivere, più che da ascoltare, perché dietro ad ogni scelta musicale, stilistica e verbale c’è un mondo di significati, un progetto culturale vero e complesso. Non è musica fatta per intrattenere. È musica militante, fatta per cambiare il mondo, o almeno lo sforzo di una persona per cambiare il mondo attorno a sé. È il mio modo di affrontare a testa bassa paradigmi dominanti con cui non mi potrò mai identificare.
Paradigmi Gnoseologici - Tracklist
Gravità
Ziqqurat
םלה על כותל
Cose naturali
Сандански
Archeologia della mia infanzia
Est
Gnoseological Paradigms
Durata totale: 44' circa
Il CD è accompagnato da un DVD che include:
Il mitico videoclip di Gravità ad alta risoluzione
Il videoclip esclusivo di Archeologia della mia infanzia, non disponibile su Youtube
Paolo Ferrarini: An Introduction
Il producer Max Titi su Paradigmi Gnoseologici
Gravità: roma3filmfestival 2008
TRACCIA AUDIO INEDITA: Soon There Will Be Light, interpretata da JESSICA