LIVE. ALLE 22 SUL PALCO DEL METROPOLIS
Il suo cd di debutto s'intitola «Paradigmi gnoseologici»
14/02/2009
«Canzoni create su una base post-rock, con forti elementi etnici e una profonda, vera, accademica ricerca linguistico-filosofica nei testi e nelle strutture musicali».
È un progetto ambizioso quello del cantautore veronese Paolo Ferrarini, stasera alle 21 al Metropolis bar in via don Nicola Mazza, zona Veronetta.
«Presenterò per la prima volta a Verona il mio disco d'esordio, appena registrato, intitolato "Paradigmi gnoseologici", atto di fondazione di quello che definisco un genere nuovo, il "rock cognitivo". Il mio album lo vedo come una feconda miniera di spunti di riflessione oltre che di godimento musicale. Vista la serata particolare, la festa degli innamorati, darò un taglio romantico alla mia performance, celebrando la polivalente semantica del lemma amore. Al mio fianco ci sarà la vocalist Jessica».
Ferrarini non si definisce un musicista in senso stretto. «Sono prima di tutto uno studioso di lingue e culture straniere, con interessi particolari nel campo della linguistica, della letteratura e della filosofia, in particolare filosofia del linguaggio e scienze cognitive. A questi campi di interessa va aggiunta la musica che, trattata alla stregua di un linguaggio, costituisce il mio principale campo creativo».
Dopo 10 anni in giro per il mondo («in cerca di avventura e ispirazione»), Paolo è tornato in Italia.
«Dopo gli attentati terroristici a Londra nel 2005 e i bombardamenti israeliani su Beirut nell'estate del 2006, ho deciso di fermarmi un po' nel mio Paese per lavorare in tranquillità a un nuovo progetto. Ho iniziato due-tre anni fa, presentando lo spettacolo musicale/ filosofico/ teatrale intitolato "Messa a punto di alcuni paradigmi gnoseologi". Poi ho fatto il passo successivo, portando in studio alcune canzoni da quello spettacolo per trasformarle nel mio primo album, prodotto da Max Titi».
Giulio Brusati